Testimonianze di pazienti fibromialgici

Riporto qui alcune delle testimonianze che le pazienti ci hanno gentilmente inviato, per riferirci come hanno vissuto il percorso di cura intrapreso, in quanto penso che molti fibromialgici si possano riconoscere nella gravità della situazione da loro descritta e soprattutto perché mi auguro che tutti possano trovare la speranza di poterne uscire

Per rispetto della privacy, i nomi delle pazienti sono di fantasia.

CDF= Caterina Di Felice; SMB = Susanna Maddali Bongi

Testimonianza n 1 - Aurora

La mia storia ha inizio nel Marzo 2017 quando nel bel mezzo di un periodo di vita relativamente tranquillo, vengo colpita da un blocco muscolare generale, che mi prende completamente alla sprovvista, essendo il primo episodio di questo tipo.
In tre settimane sono come nuova dopo una cura “bomba” di antidolorifici e antiinfiammatori che mi rimettono ufficialmente in sesto, senza lasciare nemmeno l’ipotesi di poter rivivere quei dolori allucinanti.

Trascorro gli anni seguenti in tranquillità seppur frenetica, tra il lavoro, le relazioni sociali e la famiglia. Le soddisfazioni non mancano, mi sento felice ma sono un fulmine, un proiettile che rimbalza da una parte all’altra, senza mai fermarsi in canna.
Mi piace lavorare, mi piace tenere il ritmo: il mio ritmo. La rigorosità del mio carattere non mi permette di respirare come dovrei, non mi permette di “posarmi” – termine pertinente che ho imparato a conoscere esaustivamente solo quest’anno.

Disciplina, rigidità e fermento accompagnano le mie giornate, fino a quando qualcosa dice STOP.

Aprile 2019, il mio corpo si ferma. Di nuovo.

Dopo due anni il mio organismo decide di mettermi il bastone fra le ruote e farmi inciampare nuovamente su me stessa.

Questa volta però pare che si sia arrabbiato davvero. I dolori sono forti, e la mobilità è molto ridotta. Non mi alzo dal letto e non cammino senza stringere i denti e i pugni.

Incappo ancora una volta nella medesima cura “bomba” che mi dà quel sollievo che dura giusto 3 giorni. Al quarto è tutto peggio di prima.

E’ così che poi conosco la dottoressa SMB.
La dottoressa spazza via in 1h30 le preoccupazioni, i dubbi e le domande delle 2 settimane antecedenti il nostro incontro, diagnosticandomi una sospetta fibromialgia, che verrà poi confermata, le 2 settimane dopo, dagli esami effettuati.

Devo ammettere che l’ansia, le perplessità e le riflessioni non sono poche.
Ma ancora, la dottoressa mi illumina comunicandomi che esiste un percorso di riabilitazione che può effettivamente aiutare.

Ed è così che invece conosco la fisioterapista CDF.

Stamani abbiamo fatto l’ultimo incontro del percorso di riabilitazione.

E’ stato un viaggio elettrizzante, sì, perché di questo si tratta: di un lungo viaggio, che mi ha portato nelle profondità di me stessa per scoprire e capire finalmente che ogni tanto si può rallentare.

Per capire e conoscere la potenza e le innumerevoli capacità che il nostro corpo mette a nostra disposizione per tenerci al passo con questa velocità e questa frequenza che sono diventate ormai parte integrante della quotidianità.

Ma ancor di più questo cammino mi ha aiutato a comprendere che questo contenitore magnifico che è il nostro corpo, ha delle vere e palpabili necessità, che non devono esser messe a tacere, mai, perché un giorno poi si presentano alla porta, contrariate ed irremovibili.

CDF mi ha mostrato il contatto puro e autentico della mente col corpo e mi ha insegnato l’equilibrio che questi raggiungono se noi glielo lasciamo fare. Mi ha insegnato a guardarmi dentro, a sentirmi e a seguirmi. E ho fatto tesoro di questa consapevolezza perché so che mi curerà non solo dalla fibromialgia, ma da tutti gli altri tormenti quotidiani che mi si presenteranno come ostacoli, ma che con tranquillità e serenità saprò affrontare.

Sono infinitamente grata alla dottoressa per avermi illuminato come un faro nella notte e avermi dato un sentiero da poter seguire e alla fisioterapista per essere stata così brava, così delicata e incredibilmente empatica da avermi fatta riscoprire.

Testimonianza n 2 - Alice

La mia storia di malessere, che diventa poi la strada che mi porta ad incontrare la fisioterapista CDF, ha inizio nel 2014 quando a seguito di un forte stress familiare incominciano a manifestarsi una serie di strani sintomi che lentamente, ma in modo inesorabile, finiscono per impadronirsi letteralmente della mia vita. Una della prime cose che iniziai a percepire fu un senso di costante spossatezza, una specie di pervasiva stanchezza che finì per essere la mia inseparabile compagna.

All’inizio pensai si trattasse soltanto di una fase passeggera, quello che di solito viene chiamato un momento di carico fisico ed emotivo destinato poi a dissolversi, ma più passava il tempo e più quella sensazione non accennava ad attenuarsi, anzi iniziò ad accompagnarsi a una sorta di stato confusionale nel quale facevo una gran fatica a ricordare le cose più banali e addirittura le parole iniziavano a sfuggirmi. Avevo notato che questa situazione si accentuava ancor di più al lavoro quando riuscire a concentrarmi su ciò che facevo diventava un’impresa quasi titanica; era come se un pesante velo calasse sulla mia mente fino a rendere tutto più lento e faticoso.

Mi sentivo come un automa sempre più estranea a me stessa. Di lì a poco si aggiunsero una serie di dolori sparsi qua e là nel corpo che, come lucine di Natale, si accendevano e spegnevano a intermittenza. Le sensazioni erano talmente strane da non riuscire neppure a catalogare, erano troppe e a volte si presentavano come il suono disarmonico di un’orchestra di cui non riuscivo a leggerne la partitura. Quello che avvertivo era una sorta di acida effervescenza che si propagava per tutto il corpo, sensazione che spesso aumentava con l’aumentare della paura, della preoccupazione e dell’ansia, scatenate in gran parte proprio da ciò che stavo vivendo e a cui non riuscivo a dare ancora un preciso nome.

Di qui in poi l’inizio di una triste via Crucis fatta di esami, analisi varie, consulti medici generici e specialistici che puntualmente approdavano alla solita conclusione : “gli esami non rilevano alcuna anomalia, lei è solo stressata cerchi di non pensarci e si rilassi” come se poi fosse stato facile farlo!! Alla fine quell’essere trattata come una specie di “ipocondriaca esaurita” era una cosa talmente frustrante che mi faceva ancor più male del dolore fisico che provavo; non mi sentivo capita, creduta, accolta né dalla mia famiglia che banalizzava il tutto, né tanto meno dai medici che spesso sogghignavano non capendo fino in fondo il mio disagio.

Così mi sentivo sempre più sola, chiusa in quello scrigno dolente che era diventato il mio corpo.

Un giorno, parlando con una persona a me molto cara, raccontandole del mio disagio mi consigliò di fare una visita reumatologica indirizzandomi dalla dott.ssa SMB, la quale dopo un colloquio molto attento e una serie di esami specifici, con il suo piglio schietto e deciso, finalmente diede un nome a tutto questo, ed io che, che quel nome tanto l’avevo cercato e alla fine trovato, seduta sulla sedia del suo studio davanti al suo volto non sapevo se provassi più sollievo o paura.

A quel punto una sorta di rifiuto dentro di me si fece strada, sgomitando tra tutte quelle certezze sintomatiche, cosa che mi portò a scappar via: quel responso che mi rimbombava nelle orecchie proprio non riuscivo ad accettarlo, mi sentivo malata.

Avevo sentito in più di un’occasione parlare di Fibromialgia ma non avrei mai pensato che un giorno mi sarei trovata a farci i conti; avevo letto di donne malate ridotte a larve umane imbottite di farmaci di ogni genere ed ero terrorizzata e mi ostinavo a chiedermi PERCHE’!!

Scomparvi per diversi mesi, mesi in cui la pregressa situazione familiare peggiorò ulteriormente ed io con lei. Intanto ripensavo a quella diagnosi e al fatto che avrei dovuto andare fino in fondo a quel malessere generale che a corrente alternata continuava a tenermi in ostaggio.

Così un giorno della scorsa estate presi un appuntamento e feci ritorno dalla dott.ssa e fu in quell’occasione che lei mi parlò di un nuovo approccio integrato utilizzato per la cura della fibromialgia, dell’utilizzo di una fisioterapia basata sul metodo Resseguier per riallineare il sentire della mente con quello del corpo e di una fisioterapista che, a suo dire, sicuramente mi sarebbe piaciuta.

Quel giorno ricordo di essere tornata a casa con il cuore pieno di speranza come un vascello intento a solcare veloce il mare con le sue vele gonfie di buon vento; pensando a quella fisioterapista che avrebbe potuto aiutarmi a star meglio e forse a guarire.

Com’era nel mio fare, attesi qualche giorno prima di decidermi a telefonare per prendere un appuntamento, ma nel momento in cui lo feci provai un gran sollievo perché fu come aprire una nuova porta verso la speranza.

Ricordo benissimo il giorno in cui incontrai per la prima volta CDF: mi ritrovai sulla porta del suo studio ad essere accolta da una donna con un dolce sorriso e dagli occhi che emanavano una gran luce che in modo inaspettato inondarono il mio cuore di una calma che da tempo non provavo più. Quel modo in cui ero stata accolta mi aveva colpita profondamente facendomi provare quasi commozione.

Quella prima seduta fu una sorta di colloquio conoscitivo nel quale mi spiegò con parole molto chiare e comprensibili il percorso che stavamo per intraprendere, fece un’attenta anamnesi della mia situazione e ad un certo punto ricordo di averle detto che “io ero diventato il dolore” al punto tale da non riuscire più a capire se il dolore fisico che provavo fosse radicato nella mia mente o realmente nel mio corpo; come se non esistesse più una linea di equilibrata demarcazione tra i due piani. E lei con gran dolcezza e professionalità mi spiegò che il percorso terapeutico mirava proprio ad un nuovo riallineamento della percezione tra il corpo e la mente, una sorta di rieducazione al sentire.

Per la prima volta sentì di avere di fronte una persona che comprendeva profondamente il mio malessere; che ben sapeva di cosa stessi parlando e sentì finalmente di non essere più sola in quell’oscura lotta solitaria. Trovai nelle sue parole, nel suo modo di relazionarsi a me un’empatia profonda che andava oltre l’applicazione di un mero protocollo, l’interazione tra medico (vedo appropriato attribuire questo termine nella sua originaria etimologia latina che indica colui che cura...che soccorre) e paziente partì da lì e diventò parte integrante della cura.

Iniziò così un ciclo di trattamenti che durò diverse settimane, così come prevedeva il protocollo. Il secondo incontro fu il momento in cui per la prima volta mi distesi su quel lettino, mi sentii come un pezzo di legno che per troppo tempo era stato immerso nelle acque del dolore fino ad esserne stato plasmato in ogni suo piccolo anfratto. La sensazione del contatto della mano di CDF su di un punto preciso del mio corpo: il ventre, fu il primo passo verso quella relazione medico-paziente che mi avrebbe portato a costruire un nuovo modo di sentire. Mi resi conto forse per la prima volta che invece di ascoltare veramente il corpo ascoltavo soltanto il dolore e le sgradevoli sensazioni che da esso provenivano con tutto quel fragore che aveva finito per seppellire l’intera mia vita, la gioia, l’entusiasmo, la voglia di fare, di andare, quasi di vivere.

Così guidata dalla sua voce calda come una carezza curativa per la mia anima, chiusi gli occhi e attesi….attesi sensazioni nuove che in modo del tutto inaspettato iniziarono ad emergere dal mio corpo, dovevo imparare ad accoglierle così come arrivavano, senza alcun giudizio, senza lasciare che la mia mente interferisse con le sue minuziose analisi. Iniziai così un viaggio partendo dalla mia gamba destra scendendo verso il tallone fino ad arrivare alla punta del piede destro, e man mano che quell’esplorazione si allargava diventando sempre più diffusa a tutto il corpo, percepivo come una parte di esso fosse più pesante rispetto all’altra, un braccio più leggero l’altro più pesante, una gamba più lunga l’altra più corta , la sensazione del volto che di colpo rilassava i muscoli lasciando la pelle distendersi come un drappo di seta.

Si faceva strada lentamente un nuovo linguaggio del corpo che mutava di continuo, portatore di nuova linfa vitale. Seguivo il mio respiro con le sue espansioni e contrazioni, le stanche membra sembravano animarsi di rinnovata energia. E poi quel suono leggero, che le prime volte mi aveva fatto scoppiare in fragorose risate, che dovevo imparare a far discendere dentro di me lungo un’immaginaria verticale per arrivare a toccare il mio centro.

La seconda seduta terminò così , mi sorpresi di quante nuove sensazioni avessi provato in quei 60 minuti. Uscita dallo studio per andare a lavoro provai una sensazione incredibile, non più la pesantezza del piombo con cui era ormai abituato a muoversi il mio corpo ma una tale leggerezza da farmi camminare in maniera fluida quasi a un metro da terra, quella sensazione di benessere diffuso che mi faceva sentire felice…si finalmente felice, finalmente serena, finalmente rilassata, finalmente in pace. Quel giorno fu memorabile!

Le sedute continuarono a cadenza bisettimanale ed ogni volta CDF, diventata il mio Virgilio, mi conduceva a scoprire qualcosa di nuovo. In quel periodo mi resi conto di quanto avessi soffocato il mio corpo dando sempre la precedenza ad una mente ingombrante che aveva finito per prendere il sopravvento. Grazie alla fisioterapista stavo imparando a dare nuova voce ad un corpo che paradossalmente era diventato afono.

Il lavoro (perché di un lavoro sinergico si tratta, nel quale il paziente deve assumere una parte molto attiva per arrivare a stare sempre meglio) è consistito nel cambiare i circuiti di comunicazione tra i pensieri, le emozioni e le reazioni del corpo. Una sorta di rieducazione ad una nuova percezione in cui finalmente hanno trovato spazio la lentezza, la ricerca del benessere personale come diritto naturale, la bellezza di ogni piccolo gesto compiuto con più consapevolezza.

Un lavoro basato sullo sviluppo di uno stato di presenza che mi ha richiamato al “qui ed ora”, io che quasi sempre finivo per ritrovarmi altrove. Con questo allenamento, a volte faticoso, ho imparato a ritagliarmi quegli spazi che la mia vita richiedeva, libera finalmente da sensi di colpa, un tempo tutto mio nel quale imparare a rallentare per poter procedere al mio ritmo naturale, per tornare ad incontrarmi al centro di me stessa attraverso gli esercizi di respirazione, piccola ginnastica, focalizzazione dell’attenzione che ho appreso durante tutto il percorso riabilitativo.

In seguito a questo percorso le cose sono andate molto meglio, i dolori sono diminuiti e anche le svariate sensazioni che mi assillavano, soprattutto la spossatezza, sono arrivata ad avvertirla più di rado e anche l”‘acidità” del corpo si è parecchio attenuata. E’ stato come ricevere delle chiavi di accesso con cui modificare le vie da percorrere e, anche se gli spettri ogni tanto si riaffacciano a farmi un salutino, adesso so quali porte aprire per farli accomodare fuori.

Tutto questo è stato per me il percorso fatto con la fisioterapista Di Felice, nel suo cognome quasi un presagio.

Mi sento d’incoraggiare tutte quelle persone che come me non hanno trovato ascolto e comprensione altrove testimoniando la mia esperienza

La mia gratitudine va a tutti coloro che mi hanno aiutato a dare un nome e voce al mio malessere e a trovare una valida alternativa ai farmaci di vario tipo che molto spesso in modo sbrigativo vengono prescritti con leggerezza.

Un grazie alla dottoressa SMB che con forza, impegno e dedizione porta avanti con la sua equipe la sua battaglia per la ricerca di cure complementari ed integrate per questo male invisibile. Il mio grazie va anche alla persona che me l’ha fatta incontrare.

L’ultimo ringraziamento pieno di gratitudine e affetto va alla mia cara CDF, come fisioterapista e come essere umano di grande valore, un’anima bella come una volta avevo osato definita, che con la sua professionalità, dedizione e profonda empatia fatta di sguardi, di parole, di attenzioni di abbracci, riesce a curare con gesti pieni d’amore e gentilezza i suoi pazienti. Grazie per avermi sempre incoraggiato a credere in un percorso di guarigione, grazie per continuare ad incoraggiarmi a trovare il coraggio della felicità.

Attraverso la consapevolezza si giunge alla conoscenza, attraverso la conoscenza si arriva alla meta qualunque essa sia.

Testimonianza n 3 - Anna

Ho 41 anni e una diagnosi di fibromialgia e artrite reumatoide da quasi 10 anni. Sono stata curata con i vari protocolli previsti ma con pochissimi risultati. La terapia con cui sono arrivata  dalla dott.ssa SMB era  oppioidi e cortisonici con pochi benefici. Non volevo continuare a intossicare  il mio corpo con questi farmaci inutili per la mia malattia e ho  cercato a lungo  qualcuno che la pensasse al mio stesso modo e ho per caso tramite un gruppo facebook conosciuto la dottoressa. Ho ricevuto la comprensione che non avevo mai avuto in questi 10 anni con una sensibilità adeguata alla mia malattia. Mi ha fatto capire che probabilmente non avevo mai avuto l'artrite reumatoide e che soffrivo di una grave fibromialgia testimoniata anche dal test ischemia-iperpnea.  Mi ha tolto i farmaci inutili per prescrivermene altri insieme a qualche integratore, soprattutto la vitamina D di cui risultavo carente.

Quando però mi ha parlato del metodo Rességuier come cura ai miei forti dolori in sincerità sono stata un po' scettica, avendo provato in questi dieci anni di malattia   qualsiasi terapia fisica consigliatami senza nessun beneficio.  Essendo residente in Calabria ho condensato le sedute con la fisioterapista in una settimana e a inizio febbraio ho iniziato il mio  percorso. Sono stata subito colpita dall'empatia di CDF, capace di comprendere completamente la mia situazione di malata fibromialgica. Così dopo 4 mesi senza oppioidi, disperata dall'intensità dei dolori, ho capito subito che il mio corpo era in conflitto con la mia mente, come se il canale di comunicazione fosse intasato da tanti rumori di fondo. Inoltre non avevo una profonda conoscenza del mio corpo. Non lo ascoltavo se non per giudicarlo quando mandava messaggi di dolore. La fisioterapista ha tolto il giudizio dalla mia mente. Ho avuto diverse volte la sensazione, dopo la seduta, di dover reimparare a fare le i movimenti basilari come camminare, stare seduti, stare in piedi; è stato come se avessi acquistato a 41 anni la consapevolezza del mio corpo che poteva usare tutte le sue parti per appoggiarsi bene alle superfici, per sentire la forza di gravità che ci sostiene e per non mettere forza quando in realtà non fosse necessario. Poi mi sono rilassata come non mai e ho imparato a farlo anche da sola, cosa che era impossibile e impensabile fino a poco prima. 

Sono consapevole che non è un percorso facile, mi sento a volte in crisi perché comunque dipende tutto da me. Cerco di insistere nel seguire  i consigli e nel coltivare l'aumento della consapevolezza datami dalla fisioterapista effettuando anche la piccola ginnastica: Tuttavia a volte mi risulta un po' difficile farlo da sola,  mi piacerebbe fossero disponibili anche nella mia regione di residenza operatori capaci di insegnare questo metodo. So che è impossibile questo per ora, quindi non appena riuscirò tornerò a Firenze per continuare questo percorso.  Mi avete dato le armi per potermi proteggere da questa malattia, so che sarà un percorso duro ma sento che con pazienza e determinazione ce la farò a migliorare la mia qualità della vita. 

Testimonianza n 4 - Azzurra

La parola che mi ha permesso di iniziare il mio percorso verso la ‘guarigione’ è stata “consapevolezza”.

La consapevolezza di quei meccanismi che si insinuano, instaurano e divengono automatici, sia nel corpo che nella mente, che sembrano giusti ma che in realtà non lo sono perché artefatti dallo stare male fisicamente e quindi mentalmente.

La realtà che infatti io percepivo era una realtà tutta mia, ma plasmata dai dolori, dalle contratture, dall’ansia, dalla paura, dall’insicurezza per tutto…

Sentivo di dover o voler fare una gran quantità di cose, con la mente, ed il corpo non ce la faceva: stanchezza, spossatezza, testo molto confusa, perdita di memoria e di interesse per le cose che mi circondavano…

Iniziando il percorso di riabilitazione e proseguendo con le sedute (perché ogni seduta è una cosa nuova a sé..), mi sono resa conto inoltre che ero arrivata al punto di non avere più la percezione del mio corpo. Da subito ho ricominciato a riappropriarmi del “mio” spazio: io ero parte integrante dello spazio che mi circondava.

Durante le sedute mi accorgo che il mio corpo cambia da solo: si ‘gonfia’ in alcuni punti e si sgonfia in altri, si allunga, sembra di gomma, a volte un gonfiabile, le anche si aprono, la colonna vertebrale si riallinea perfettamente con movimenti decisi, la pelle sembra ricomporsi..

Sembra proprio che il corpo, ogni parte, persino ogni cellula sappia come muoversi, come aggiustare le cose dall’interno, con una tecnica solo sua!

La piccola ginnastica mi permette, ogni volta, di percepire il mio spazio interno, perché mi sono accorta di quanto mondo ci sia dentro di noi, di quanta energia e forza si possa sviluppare dentro nel profondo di noi, sotto la pelle ed ancora più in profondità, e come il mondo interno si modifica, come per cercare un equilibrio tutto suo, ma che percepisci essere la cosa più giusta per te!

E il fatto che il tuo corpo sia così un medico specializzato e sappia dove mettere le mani, ti libera dal dover pensare tu a cosa fare per stare bene; basta fermarsi e non fare nulla, solo contemplarlo e lasciarlo fare…

Perché il pensare di dover fare qualcosa che non si sa come farlo, mette una grande angoscia, insicurezza e paura…

Dopo ogni seduta, una volta alzatami in piedi, percepisco il mio peso sui miei piedi, anche mentre cammino; il corpo ritrova una solidità interiore, come se qualcosa dentro si ricostituisse, come se si indossasse un’armatura ben stretta e forte.

Mi sono resa conto che il metodo che mi viene insegnato è un metodo di vivere la vita di ogni giorno.

Il vivere davvero minuto per minuto con coscienza chiara, quasi con l’intento di avere memoria di ogni singolo istante!

Questo mi ha permesso di restare ancorata con i piedi per terra proprio lì dove sono in quel preciso momento: mentre gioco con i miei bambini, mentre ascolto mio marito o i miei amici, mentre guardo la televisione, mentre lavoro.

Così la mia realtà si costruisce istante dopo istante, realmente, non nella mia mente, e la mente è finalmente libera e pronta a ricevere le sensazioni, quelle belle e quelle brutte, quelle rilassanti e quelle ansiose…

La sicurezza che, come conseguenza nasce, si percepisce che non ha niente a che vedere con una sicurezza che si pretende di avere con la mente!

E’ un senso di sicurezza, invece, che si sente nel corpo, che sembra venire dall’interno, dal profondo; e questo tipo di sicurezza porta a sentirsi sicuri anche nel modo di comportarsi e nel prendere decisioni, in ogni ambito..

Ci si riappropria, in tal modo, anche del gusto di fare le cose, le piccole cose, come assaporare i gesti, i rumori, i profumi..

Mi rendo anche conto, però, che il percorso iniziato è un percorso che non finisce mai, nel senso che occorre necessariamente costantemente voler riportare la mente a concentrarsi ed a gustarsi il momento presente, ricorrendo all’esplorazione del corpo e alla piccola ginnastica quotidianamente, come prendere la giusta medicina per guarire.

Testimonianza n 5 - Arianna

Questa è la mia prima lettera ad un medico ed una fisioterapista che ho avvertito a me vicini come poche persone prima, vicini come se ci fossimo sempre conosciuti o da sempre in attesa di conoscerci.

Con ordine: dapprima il mio corpo sembrava non rispondere agli input della mia mente, una mente che è sempre vulcanica, in grado di mordere la vita, gestirla e ribaltarla. Il corpo non mi apparteneva, non era più degno del mio spirito: le carni erano ovunque e costantemente dolenti, percorse da quelli che io definivo “serpenti” inquieti, arti stremati anche di primo mattino, un sonno ormai incapace di ristorare, immobilizzata al letto da catene serrate, risvegliata durante i pochi momenti di sonno da intense e nette sensazioni di ricevere bruciature sulle gambe.

In seguito, anche la mente è annegata in questo veleno: incapace di concentrarsi se non con uno sforzo sovrumano, foriera di pensieri che mai avrei immaginato poter essere partoriti da me, una mente soccombente rispetto ad ogni minimo intralcio, incapace di assaporare ciò che sino a qualche mese prima mi avrebbe fatto gioire della vita. Non so dire con esattezza se la mente abbia seguito il corpo o viceversa, ma di certo so solo che – presa coscienza del problema – solo parlando con la fisioterapista CDF e con la dottoressa SMB mi son resa conto della profonda interconnessione tra corpo e mente, un unicum inscindibile che esige rispetto nel suo complesso.

Devo dire la verità, quando mi fu accennato al metodo Rességuier ero scettica, disponibile ad avvicinarmi a ciò solo per disperazione, concedendo il beneficio del dubbio. Normale reazione per una mente razionale, concreta e fattiva come la mia, indisponibile ad ammettere che la guarigione da un dolore fisico possa provenire da una diversa percezione di se stessi, concetto assai fumoso per me.

Quale maggiore errore: dietro un respiro che tocchi la profondità delle fibre, sotto il calore di una mano che ascolta gli impercettibili riassetti degli organi, dentro un respiro rinnovato nella sua ritrovata ampiezza originaria, c’è la riscoperta di quel che si era e che si può nuovamente essere. Ho ritrovato la mia forza, energia, slancio di un tempo, gradualmente, senza forzare i tempi dettati dal mio corpo che forse chiedeva ascolto, ascolto vero. Ma ho anche scoperto nuovi angoli da ossigenare, riempire di quel tono che si è fatto sostegno per un corpo che aveva perso consistenza e voglia di ergersi solido come una volta.

E da qui, nello stesso percorso, ma in senso inverso, la mia mente si è rischiarata acquisendo nuova fiducia nella possibilità di non soccombere agli eventuali ciclici riavvicinamenti del dolore fisico.

Quante volte CDF mi ha detto di vedere il mio volto diverso rispetto al nostro primo incontro, un cambiamento meritevole di essere raffigurato in una serie di fotografie ante, durante e post terapia. Era il segno esteriore della mia progressiva guarigione, una guarigione che si conferma ogni giorno, senza che ormai abbia più un senso contare le giornate prive di dolore fisico (come al contrario facevo all’inizio dell’affrancamento dal dolore). Ormai non faccio più caso al ritrovato slancio nell’alzarmi dal letto, alzarmi dalla sedia, affrontare faticose giornate di lavoro. Non mi stupisco più del ritrovato ristoro notturno. E’ giusto che sia così, deve essere così. Grazie alla fiducia che ha saputo rifondere in me stessa circa la mia capacità di alzare la testa, grazie al metodo che ha messo a mia disposizione, so di avere sulle spalle un paracadute per l’ipotesi in cui il dolore dovesse riaffacciarsi, per gestire con sicurezza il vuoto a miglia di altitudine, sicura che le gambe resisteranno all’atterraggio.

Il segno dell’importanza della figura di CDF e della sua cura è emerso subito, già alla nostra prima seduta: un suo dito sulla pancia e sotto si è formata una sfera, nettamente percettibile, che ha portato con sé un’incontenibile commozione. In quella sfera si era di certo raccolto tutto ciò che di me stavo perdendo di vista e che chiedeva considerazione. In quella sfera c’ero Io.

Dopo 3 mesi dalla nostra ultima seduta, carissima Caterina, sono riuscita ad esprimerle l’infinitesima parte della riconoscenza che ho per lei, per il suo operato, per la sua professionalità, per la sua estrema umanità, così come vorrei rappresentare la mia gratitudine nei confronti della dott.ssa SMB, che con la sua grinta leonina ha saputo consegnarmi nelle sue sapienti mani.

Testimonianza n 6 - Adele

Da tempo volevo scrivere per condividere la mia esperienza in merito al percorso svolto con il prezioso aiuto di CDF.

Io ora sto benone.

Come dire...il mio ringraziamento è dovuto; quando ci siamo incontrate la prima volta, avevo perso anche la capacità di percepirmi, un continuo brusio frastornante, invadeva la mia testa e il mio corpo lo seguiva imprigionato.

Ero così completamente immersa nel dolore fisico, costante e quotidiano che, nelle mie giornate, erano presenti solo pensieri negativi rispetto alla possibilità di poter tornare a svolgere una vita normale, equilibrata e vivace, di poter tornare ad avere un rapporto di coppia normale, poter organizzare in anticipo un fine settimana fuori da casa e non sempre sul divano.

Ricordi.…sono entrata con il mio faldone di analisi, esami, mi hai accolto con il tuo quieto sorriso, con i tuoi grandi occhi che mi scrutavano e alla prima domanda che mi hai fatto, ho iniziato a piangere, non riuscivo nemmeno a dirti perché ero li, stanca delle solite domande, stanca di ricevere sguardi investigatori e freddi, nello stesso tempo qualcosa mi diceva che dovevo provare questa strada, tu mi hai detto che eri lì per accompagnarmi, se io avessi voluto, ed  io, con disperazione e curiosità ho deciso di AFFIDARMI.

Durante gli incontri ho pianto,ci siamo fatte delle risate e tutto é andato bene, alcuni giorni ero perplessa e mi sentivo piccola, altri ero convinta e mi sentivo grande e forte, un po' come il gioco degli elastici che facevamo da bambini e come il concetto di percezione corporea.… lungo,corto, morbido, rigido, forte debole.

Quante volte mi hai chiesto cosa sentivo......e io.…

Ma tutto è diventato concretamente percepibile ed evidente quando...

Un giorno, uscita da un incontro, mi sono quasi spaventata,

Ero sul marciapiede verso la macchina, mi sono trovata a vivere in un corpo grande, dritto, il mio volto lo sentivo cambiato, disteso, non più uno sguardo e un'aria rimessa, ma apertura, luce, il passo deciso, i piedi a terra ben saldi, equilibrio.

Le persone mi guardavano piacevolmente. Per la prima volta salendo in macchina il mio corpo aderiva completamente al seggiolino, ho dovuto alzare lo specchietto retrovisore perché era troppo basso....…

Sono salita in superstrada e con la musica altissima ho iniziato a cantare e urlare perché in quel momento ho capito che forse avevamo trovato la chiave giusta per aprire i lucchetti e liberare ciò che era stato rinchiuso, la polverina magica che nelle favole distrugge i cattivi incantesimi.

Parlo di chiavi e polvere magica, perché credo che ogni persona, pur grande che sia conserva nel suo animo bambino la “pozione segreta” che sconfigge il maleficio e credo che nel volerla tenere lontana dai pericoli ognuno di noi l’abbia nascosta così bene da non farla trovare neanche a se stesso, in modo da non cadere in tentazione e da sfruttarla solo per il giusto. Sembra di non ricordare dove sia, ma con un gesto di aiuto e sincerità, siamo capaci di ritrovarla e usarla.

Nei tuoi incontri ho trovato quel gesto di aiuto, grazie alla tua guida e al tuo ruolo di "bussola" fondamentale, alla tua esperienza, alla tua professionalità e alla tua delicatezza nell'accogliere, senza alcun giudizio, nel tuo non essere prevenuta, nel contatto fisico che mantieni durante il trattamento, nel tuo respiro che guida e riscalda, trovo che tutti questi elementi messi insieme e uniti alla voglia di guarire e riprendersi la vita, siano gli ingredienti fondamentali per l'incantesimo del benessere.…grazie.…che bella esperienza.

Adesso sono tre mesi che non ci vediamo ma tornerò, così….per vederti, farmi vedere e magari una volta l'anno verrò per un collaudo annuale un po' come si fa con le macchine e per prendermi due coccole.

Un grazie anche a chi ci ha fatto incontrare.........le mie resistenze erano evidenti, ma riconosco la professionalità e la difficoltà a trovare il giusto spazio per tutti, quindi un grazie sincero e un in bocca al lupo per la ricerca

Nella mia esperienza credo che questo metodo abbia funzionato con me:

1) volevo riprendermi la mia vita.

2) ho creduto in me, nelle mie capacità.

3) ho creduto e ho riposto fiducia nel mio terapista.

4)mi sono presa uno spazio tutto per me

5)ho considerato un investimento, perdere ore di lavoro e spendere qualche soldo.

6) ho cambiato il mio disegno di vita e ora insieme alla mia vita, sto cambiando, giorno dopo giorno, perché i lucchetti si sono aperti, l'aria è nuova, la luce riesce ad entrare e anche i momenti in cui il buio arriva non produce più tutto quel dolore, la forza è maggiore è il sorriso prova sempre ad essere presente.

La cosa più importante: il dolore non è solo nostro

È fondamentale ed importante tenere in considerazione che, per chi ci sta vicino, come un compagno, un figlio, gli amici, lo stato di malessere in cui viviamo non è per niente facile da capire e accogliere.

Noi siamo amanti delle moto, quante volte mi sono sentita in colpa perché mi veniva proposto di stare fuori tutto il giorno, magari per andare al mare ed io non riuscivo ad alzarmi da quel divano e i miei referti medici non mi giustificavano, perché tutto sembrava a posto, più volte mi sono ritrovata a prendere dei medicinali solo per passare un pomeriggio in compagnia, oppure mi nascondevo a piangere in bagno, perché mia nipote mi diceva di giocare ed io non riuscivo più a correre, lei diceva "zia perché prima correvi sempre e ora non vuoi più giocare con me?".

Questi momenti sono difficilissimi per chi vive lo stato di malessere, ma pensate a chi ci vuole bene e "subisce le conseguenze" di questo malessere, sapendo di non poterci aiutare in nessun modo o quasi...alla lunga è frustrante, subentra la rabbia di non poter far niente e per chi soffre arriva la sensazione di abbandono, lo sconforto e il malessere aumenta perché si nutre della tristezza.

 Per questo ognuno di noi deve fermarsi, concentrarsi e andare a cercare, chi più profondamente chi meno e con l'aiuto di persone capaci, i perché di tutto questo male.

Una volta che si è messo a fuoco anche una briciola di perché, la consapevolezza si affaccia e il benessere prende campo piano piano.

Stringere i denti, andare a cercare il bambino felice che è dentro di noi, farci pace, è fondamentale per una veloce guarigione.

Trovo sia giusto essere inseriti in una categoria di riferimento, ma non bisognerebbe fermarsi lì altrimenti noi diveniamo solo una patologia, e il nostro nome? La nostra bella faccia? La nostra storia pur tremenda che sia!!!? Che facciamo? Facciamo sparire tutto per una parola che vuol dire tutto e il contrario di tutto?

Ogni individuo è a se... e sa.

Mi considero una persona fortunata, ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine, un grazie grande a CDF.

Testimonianza n 7 - Ambra

Quando capisci davvero di cosa si tratta, non ne hai più il timore, ti ci avvicini lentamente ed impari ad osservarla, conosci i suoi tempi e fai in modo di prevenirne l’arrivo.

Per anni ho provato molta paura ogni volta che ho avvertito quel dolore lento ma continuo, che non ti abbandona mai, che si faceva più o meno intenso, difficile da spiegare e da comprendere per chi non l’ha provato.

A diciassette anni, per la prima volta, il dolore mi ha impedito di alzare le braccia anche per compiere un semplice gesto come quello di asciugarsi i capelli, mi sono dovuta arrendere a chiedere aiuto a mia mamma per adempiere ad attività quotidiane che improvvisamente erano divenute complicate.

Sono così entrata nel circuito degli accertamenti, ma ad ogni risonanza, ad ogni esame del sangue o in presenza di qualsiasi referto di esame effettuato, la risposta da parte del medico era sempre la stessa “sei giovane ed il tuo corpo è sano, per tale motivo tutto questo dolore dichiarato non è giustificato”.

La diagnosi più semplice e più comune agli occhi di tutti era quella di una ragazzina che ingigantiva, immaginava o addirittura inventava i propri sintomi, frutto solo della sua mente. Ho iniziato ad aver paura di non riuscire a capire cosa fosse a scatenare il dolore, ho iniziato a temere di non riuscire più a liberarmene.

La fibromialgia è una malattia subdola, diversa dalle altre, c’è ma non si vede, un po’ come la sua cura.

Devo ringraziare un momento di debolezza e sconforto personale, che mi hanno condotto a fare ricerche sul WEB, dove ho conosciuto la dottoressa SMB, dalla quale finalmente ho avuto la mia prima, vera, risposta: “ero una giovane ragazza fibromialgica.”

In quel momento ho provato un senso di liberazione immenso, finalmente conoscevo la causa del mio dolore!

Da quel momento lo sconforto e la tristezza si sono trasformate in entusiasmo per il percorso che mi si stava aprendo davanti, e grazie al quale finalmente sarei potuta stare meglio.

Io devo praticamente tutto al percorso che sto intraprendendo, grazie al quale mi sto riappropriando della mia quotidianità, dei gesti anche più semplici che il dolore mi stava inibendo, della gioia e dell’entusiasmo di sapere che con fatica si può migliorare.

Ringrazio in primis la dottoressa per aver insistito affinchè venissi seguita ed accompagna in questo percorso dalla fisioterapista CDF, in quello che poi si è rivelato un cammino tortuoso ma appagante, a tratti sconvolgente, viscerale e straordinariamente vero.

Impari ad ascoltarti per ore ed ore, prendi del tempo per conoscere i movimenti del tuo corpo ed ogni volta ne scopri di nuovi, meravigliandoti per quanto un corpo possa parlarti e trasmetterti.

Analizzare la forma del mio corpo, la sua capacità di sostegno, la sua pesantezza e talvolta la sua leggerezza, mi ha aiutato a comprendere quanto sforzo ingiustificato stessero facendo i miei muscoli.

Comprendi quanto il corpo possa essere condizionato dalla mente e di quanto quest’ultima lo comandi.

Mi sono trovata a ripercorrere molte delle mie emozioni e sono ripartita dai miei blocchi.

La fibromialgia mi ha insegnato oggi, a fronte di un percorso di dolore e sofferenza fisica, ad avere una nuova consapevolezza di me stessa, del mio corpo, della percezione di quest’ultimo e del modo di relazionarmi con esso.

Non so se riuscirò mai a liberarmene definitivamente, ma riconoscerla, giorno dopo giorno, mi darà gli strumenti per non averne il timore e per svolgere la mia vita non facendomi condizionare da essa.

Concludo augurando a tutti, a prescindere dalla fibromialgia stessa, di provare il metodo Rességuier, che va oltre la patologia e si sofferma prima sulla persona.

A questo devo davvero una nuova consapevolezza e una nuova percezione del mio corpo, che adesso, è iniziato ad essere non sempre e non solo un mio nemico.

Testimonianza n 8 - Anita

In questi mesi ho riflettuto sullo stato di salute e i vari sintomi della mia vita per cercare di capire quando è iniziato tutto, penso di essere così da sempre, già da piccola ai cambi di stagione ero sotto tono, era come se avessi 'il freno a mano tirato', il pediatra mi ordinava vari integratori che effettivamente mi rimettevano in forma, ma quando finivo di prenderli ero punto e a capo. La sensazione del freno a mano l'ho più o meno sempre avuta, solo che mi sono costruita la vita assecondando le mie forze. In prima media dovetti interrompere le lezioni di tennis (con grande dispiacere) perché tornavo distrutta dall'allenamento e non ce la facevo a scuola; a educazione fisica non ero brava: nonostante l'impegno la mia resistenza fisica era piuttosto bassa. Arriva il tempo delle superiori: il 7 ad educazione fisica (per le presenze) mi stava bene e tutto procedeva bene fino a quando non arrivò l'anno della maturità. Fu un anno impegnativo da subito ed io iniziai ad accusare colpi dopo il primo trimestre. Non ce la facevo ad alzarmi la mattina, non mi svegliavo riposata e tutto quello che studiavo non mi rimaneva in mente. Fu un anno duro, anche perché, nonostante sia sempre stata brava a scuola, agli altri sembrava che non mi importasse niente! Dopo la maturità mi costruii le giornate secondo il mio ritmo, andava 'tutto bene' fino a quando presi la salmonella e scoprii di essere celiaca. Dopo 6 anni di dieta senza glutine mi sembrò di avere il famoso 'freno a mano tirato', perche' gli altri celiaci stavano bene, riuscivano a fare sport tranquillamente mentre io non mi sentivo in forma al 100%, anzi, la mattina avevo le gambe stanche e doloranti e mi facevano male i tendini delle braccia. La diagnosi del mio medico fu che dovevo camminare di più e che ero ansiosa per colpa della celiachia (attenzione, non ho mai sgarrato nella dieta). E con la storia dell'ansia e della celiachia sono andata avanti anche se non ne ero convinta ma era frustrante non essere creduta! In questi anni capii che la mia energia disponibile era limitata e una volta esaurita andavo in 'cortocircuito': perdevo l'equilibrio, mi mancava l'aria, non riuscivo a respirare, si annebbiava la vista e avevo sbalzi terribili di umore, ma ero celiaca e ansiosa!

Arriva il matrimonio, naturalmente arrivai stanchina e tornai dal viaggio di nozze uguale, non riuscii a riposarmi neanche un po', ma...ero celiaca e ansiosa!

Dopo un anno faticavo ancora a prendere il mio nuovo ritmo di vita diviso tra casa e lavoro, e poco per volta arrivarono anche profondi stati di ansia improvvisi: ero assalita dal terrore, il cuore batteva forte e a volte anche crisi di pianto, la mattina mi alzavo tardi (non ho perso il lavoro perché lavoro nel negozio di famiglia), dopo pranzo avevo mal di testa e andavo a letto, continuavo a svegliarmi stanca e con le gambe dolenti, non riposate e con i muscoli rigidi, il mio medico mi ordinò antispastici e goccioline per dormire, dicendomi di sforzarmi un po’̀ di più (gli esami del sangue erano perfetti, una persona sana!)...perche'... ero celiaca e ansiosa... un giorno però dissi basta!

Ho insistito tanto per iniziare ad indagare su eventuali cause!
A questo punto scopro una forte allergia al nichel. Stando attenta al cibo sgonfiai e

pensai di riuscire a stare meglio, ma iniziai a perdere troppi chili quindi cercai aiuto da una nutrizionista e, come sempre, i primi due mesi recuperai un po’, il mio corpo rispondeva bene alla nuova dieta; dopo però iniziai a perdere ciò che avevo recuperato, la nutrizionista non sapeva darmi una risposta e mi consigliò di indagare sulla tiroide, ovviamente era tutto regolare!

Finalmente arriva un medico nuovo, mia cugina studentessa di medicina mi consiglia di andare in reumatologia a Villa Monna Tessa a Firenze, ne parlai al mio nuovo medico e per la prima volta sentii parlare di fibromialgia.

Ed eccomi a Firenze, cara dottoressa SMB grazie, finalmente qualcuno credeva a ciò che dicevo!

La terapia che mi propose la dottoressa era per me insolita, il metodo Resseguier, ma iniziai fiduciosa e curiosa. Riuscii subito a riprendere contatto con il mio corpo e di conseguenza a sentirne i benefici. Adesso sono passati circa 9 mesi e i miglioramenti ci sono stati e continuano ad esserci. Il problema che ho risolto subito è stata la rigidità dei muscoli delle gambe e la sensazione di dolore che avevo quando mi sfioravo le braccia e le gambe, riesco a gestire meglio la stanchezza e la mattina mi sveglio riposata, è cambiato anche il mio modo di pormi agli altri e si è modificato anche il gusto! Ho ancora tanta strada da fare ma i risultati raggiunti fino ad oggi mi spronano a continuare cosi!

Testimonianza n 9 - Ada

Condivido la mia esperienza terapeutica vissuta a Firenze con la fisioterapista CDF.

Mi hanno diagnosticato la fibromialgia nel 2011 dopo 2 anni di infinite analisi e visite per sapere come mai improvvisamente il mio corpo era totalmente immobilizzato e dolorante, fino ad impedirmi di svolgere le mansioni quotidiane personali.

Sono in cura a Torino da tale data dove ricevo assistenza solo a livello farmacologico.

I farmaci mi hanno aiutata in questi anni ad abbassare la soglia del dolore ad un livello gestibile, per poter condurre una vita “ai minimi termini”: niente sport, pochi lavori domestici, orari di lavoro limitati, un dolore continuo, difficoltà di memoria e concentrazione, ecc. finalmente è arrivata nella mia vita questa esperienza.

Sono arrivata a Firenze un po’ impaurita e per niente preparata a ciò che sarebbe successo, chiusa nel mio dolore e nella mia sofferenza.

Ho soggiornato a Firenze 4 giorni e ho seguito la terapia per un totale di 5 ore. Questo il mio primo approccio.

Questi incontri che si sono svolti con CDF sono stati per me un’esperienza indimenticabile.

Questo corpo che era da ormai anni “paralizzato” dal dolore sta rinascendo.

Nei giorni in cui sono stata sottoposta ai trattamenti ho subito notato il cambiamento, come se il mio corpo si risvegliasse da un lungo letargo. Percepivo di nuovo parti ormai dimenticate.

Sono passata dall’euforia del cucciolo, alla spavalderia dell’adolescente fino alla consapevolezza dell’adulto che si ama.

Ero stupefatta.

La sensazione era come se nel mio cervello venissero annullati tutti i vecchi pensieri, le emozioni negate, le lacrime mai liberate, i traumi mai affrontati, i no non detti che negli anni avevano ammalato il mio corpo e venissero sostituiti da una forza positiva di sostegno e di amore infiniti.

Con un messaggio di speranza che tutto si può vivere in un altro modo e che tutto può essere modificato e non sempre in peggio.

Mi sono sentita leggera, come se mi avessero tolto dalle spalle uno zaino di 2 tonnellate. Le mie spalle erano dritte, il mio passo sicuro, il mio sguardo in pace.

Una vera rinascita.

All’inizio ero molto spaventata da tutti questi cambiamenti così veloci e inarrestabili.

Poi ho lasciato andare le mie resistenze e ho lasciato fluire sostenuta da questa forza nuova che è stata liberata in me. Una forza positiva che rigenera e sostiene.

Da quando sono rientrata chi mi incontra mi chiede cosa mi è successo?

Io procedo con i miei esercizi.

Mi osservo e cerco di correggere le mie posture ed i miei pensieri senza giudicarmi inadeguata.

Sto imparando a muovere il mio corpo con armonia senza scaricare la rabbia e le tensioni su di esso.

I dolori sono decisamente ridotti, non sono del tutto scomparsi ma non c’è paragone con tutto il dolore provato nel passato.

Nei prossimi mesi fisserò delle altre date per continuare questa terapia che su di me ha un effetto miracoloso.

E per concludere ringrazio chi mi ha fatto conoscere questo cammino e CDF per tutto il tempo che dedica per aiutarci e guidarci nella guarigione.

Testimonianza n 10 - Agata

Scrivo questa lettera sperando che questa mia testimonianza possa aiutare tante altre donne che soffrono di Fibromialgia. La definiscono come una malattia “invisibile”, “incurabile” o addirittura “immaginaria”, aggettivi che mi son sentita ripetere più volte prima che ci incontrassimo… Ma dopo le sedute di fisioterapia ora sono convinta del contrario.

Non è invisibile, pur non risultando in esami clinici perché è una malattia che ti segna e ti cambia in tutti i sensi: non ho avuto più per mesi il corpo dalla mia parte, era come se non esistesse più nulla, l’unica cosa che riuscivo a provare era solo dolore, sia fisico che emotivo, con una minima speranza però di riuscire a stare bene almeno un giorno su sette. Mi accorgevo da sola che il fatto di suonare, lo stare tante ore nella stessa posizione compromettevano ancor di più la mia salute, e allora provavo a staccare totalmente tutto o tentavo di adottare posizioni strategiche che mi permettessero di resistere più ore sia quando studiavo sia quando svolgevo qualsiasi altra attività avendo scarsi riscontri positivi. Spesso attribuivano tutti i miei disturbi fisici al fatto stesso che suonassi o che adottassi posizioni scorrette ma era la malattia che mi stava divorando non di certo la musica! Inoltre, nonostante gli sforzi e i dolori ho sempre cercato di combattere e di andare avanti e ciò sicuramente ha peggiorato i sintomi, facendo un errore madornale: non ho ascoltato il mio corpo. Ho continuato a fare l’impossibile e a perseverare, tenendo sempre occupata la mia mente e continuando ad avere sempre quel minimo di speranza che mi faceva pensare che tutto dovesse essere una condizione momentanea e che tutto un giorno sarebbe passato grazie a qualche nuova terapia che mi proponevano o che hanno sperimentato su di me nel corso dell’anno.

Ma niente da fare, prima di incontrare la dottoressa SMB le mie condizioni sono peggiorate drasticamente fino a capacitarmi che non ci sarebbe stato più nulla da fare per i miei muscoli che soffrivano ogni giorno. Una volta che mi è stata diagnosticata la Fibromialgia mi fu detto che avrei potuto avere risultati positivi con il Metodo Ressèguier già dopo la terza seduta, ma quel giorno credetti poco a quelle parole… Speravo si, anche questa volta in un miglioramento ma non pensavo che sarebbe stato così immediato! E posso dire, che tutto si è avverato dopo due mesi quando ho incontrato la fisioterapista CDF consigliatami dalla dottoressa SMB. Oltre che una persona assai professionale, si è rivelata una guida, un punto di riferimento, una persona dall’animo puro che ha ascoltato ogni mia singola parola senza avere pregiudizi di nessun tipo ed ogni singola reazione del mio corpo ad ogni seduta. Mi ha accettato per quello che sono e mi ha insegnato ad accettarmi nonostante la mia ormai irrimediabile insicurezza. Mi ha insegnato ad ascoltare il mio corpo, facendomi capire che non è solo un’impalcatura che ci sostiene ma un mondo da considerare e imparare a percepire. Provando a pensare in termini non strettamente scientifici son riuscita a dedurre insieme a lei che questo mondo esiste anche internamente, all’interno di noi stessi, e che se è tutto in disordine e non in armonia difficilmente si può pretendere di riuscire a star bene e in pace con se stessi. È importante quindi, riuscire a far raggiungere al nostro corpo un “equilibrio” che è la chiave per mantenere a bada determinati atteggiamenti, sintomi o anomalie. Una volta raggiunto tale equilibrio non bisogna più pensare a come si deve stare nello svolgere determinate attività o trovare strategie per non avere dolori, perché sarà il corpo che si adatterà, a seconda delle “nuove parti” che riuscirà a percepire di volta in volta…

E queste “nuove parti” ho avuto modo di sentirle incredibilmente dalla prima seduta in poi: ho cominciato innanzitutto a respirare, e ad essere conscia del fatto di quanto sia importante coinvolgere più parti del corpo in tale processo e forse respirando non ho avvertito più quel “nodo” che mi avvolgeva da tempo lo stomaco; le parti del corpo non sono state più dolenti al solo tatto; ho sentito immediatamente che le gambe, le braccia e la testa non avevano più lo stesso peso di prima, e soprattutto il dolore che avevo avuto per mesi nella zona dorsale che ormai coinvolgevo per fare qualsiasi cosa si è subito alleviato; il peso che avevo costantemente sugli occhi scomparso e il viso immediatamente più disteso e vivo; i piedi poi (che si pensava fossero altra causa dei miei mali) non hanno più “accettato” i plantari che portavo, è come se non avessero più voluto costringere il corpo a stare forzatamente in una certa posizione, e ho dovuto quindi toglierli dopo il terzo giorno di terapia.

Insomma c’è stata una “rinascita” come l’ha definita più volte CDF osservandomi felice dopo ogni seduta, quando scoprivo ogni giorno una nuova parte di me.

Dopo il primo ciclo di terapia, ho riscoperto una parte di me stessa (non solo in termini fisici) che ormai non c’era quasi più. Avendo maggior percezione del mio corpo, mi son sentita immediatamente “più sicura”, sicura che il mio corpo fosse dalla mia parte ad accompagnarmi nella vita di tutti i giorni. Tutto sembrerà banale, ma ho capito che poiché il nostro corpo è parte di noi, bisogna amarlo, rispettarlo, conoscerlo ed ascoltarlo, tutte cose che ho trascurato negli ultimi anni prediligendo invece tutto il resto. Sicuramente è cambiato il mio umore, che ha interferito non poco nelle relazioni con gli altri nei mesi precedenti. Ho imparato inoltre a gestire e a fare le cose non più con ansia e fretta. È cambiato il mio modo di essere, e di affrontare le cose belle o brutte che siano e a non considerarle mai in termini di problema. Ma tutto ciò credo si sia realizzato anche con un miglioramento dei sintomi che ho riscontrato ancora con un secondo ciclo di terapie dopo le quali certamente è migliorata la qualità del sonno, si sono ridotte le cefalee che prima avevo costantemente tutti i giorni specie al risveglio e quando dormivo, sento finalmente il peso della mia persona che poggia sui talloni e sulla pianta del piede quando cammino, riesco a percepire meglio le mie gambe quando sono distesa sui lati e soprattutto percepisco meglio il collo, la mia testa, il cuoio capelluto, che prima era intoccabile, e percepisco meglio anche tutto il bacino e l’osso sacro che forse credo di non aver mai sentito in vita mia!

Ora sto continuando gli esercizi di ginnastica datimi per casa e cercando di seguire fedelmente tutte le cure aggiuntive e i suggerimenti che mi sono state date. Adesso posso dire di trovarmi sulla giusta strada verso la guarigione, frase che non avrei sicuramente proferito fino a tre mesi fa. È incredibile, ma vero, e se ho scritto tutto ciò è per dimostrare a tante giovani ragazze come me che la Fibromialgia non è una malattia né incurabile e né immaginaria come dicevo all’inizio, perché altrimenti non avrei vissuto e “sentito” tutto ciò dopo tali terapie che si sono rivelate miracolose. Ovviamente occorre tempo, tempo durante il quale oltre alle terapie bisogna anche cambiare approccio con tutto il resto e con la vita, cosa che verrà a tutti automatica se si starà meglio! È la garanzia dello stare meglio che ti fa credere in tutto ciò; perciò sprono tutte le persone che soffrono di tali disturbi a conoscere questo metodo di fisioterapia e ringrazio la fisioterapista CDF per avermi fatto scoprire un mondo a parte e per avermi accolta, ascoltata e compresa nel migliore dei modi

Testimonianza n 11 - Agnese

Ho 62 anni, circa dieci mesi fa mi è stata diagnosticata una fibromialgia iniziale. Il percorso di diagnosi è stato lungo e faticoso, ma dal momento che la reumatologa SMB ha individuato quale fosse il mio problema, la mia condizione di sofferenza è lentamente migliorata.

Anzitutto sono stata aiutata a comprendere il meccanismo della mia malattia e indirizzata verso l’assunzione di integratori funzionali a rafforzare l’apparato muscolare e nervoso e quindi consigliata ad intraprendere la terapia riabilitativa del metodo Resseguier.

Nella riabilitazione fisioterapica sono stata seguita dalla fisioterapista CDF, che con estrema competenza mi ha aiutato a migliorare la mia condizione motoria facendomi comprendere attraverso l’esperienza, quali fossero i meccanismi di tensione muscolare che si attivavano grazie alla fibromialgia. Una volta compreso questo ho cercato attraverso la pratica quotidiana di disinnescare le tensioni e gli automatismi che prima della terapia non riuscivo neppure a riconoscermi.

Il percorso non è stato né breve né facile, ma con il tempo sento di poter dire di essere molto migliorata.

Continuo a praticare a casa gli esercizi che ho appreso nel corso delle sedute fisioterapiche e sento che presto potrò tornare a fare tracking, la mia passione, cosa che, in alcuni momenti della vita ho pensato di non poter fare mai più e che invece, grazie alla competenza e all’aiuto delle persone che ho avuto la fortuna di incontrare, sembra un obbiettivo sempre più vicino.

Non posso quindi, fare altro che consigliare la fisioterapia con il metodo Resseguier, a tutti coloro che sono affetti da questa malattia debilitante, perché da quando io l’ho praticata la qualità della mia vita è sensibilmente migliorata.

Testimonianza n 12 - Alba

Ho 15 anni, quasi 16, e l'anno scorso mi hanno diagnosticato la fibromialgia. Con consapevolezza e spirito d'iniziativa ho trovato piano piano il modo migliore per affrontarla. Avere la fibromialgia non è affatto bello, soprattutto alla mia età, perché molto spesso si presentano dolori lancinanti improvvisi che sembrano non dare scampo e l'unica cosa che facevo all'inizio era solo aspettare che smettessero. Le medicine non hanno mai veramente funzionato, e quindi ho dovuto lavorare soprattutto su me stessa. Ho avuto bisogno di sviluppare consapevolezza su come affrontare le crisi: dolori articolari, debolezza, rigidità, un senso generico di spossatezza; certe mattine era difficilissimo alzarsi dal letto perché il mio corpo non riusciva per niente a mettersi in moto. Certi giorni mi sono sentita come un sasso: dura, rigida ma, allo stesso tempo, capace di rompersi in mille frantumi.
Studiandomi a fondo, poi, ho compreso il metodo. Bisogna stare tranquilli, fare dei respiri profondi e concentrarsi su altro, questo attenua molto il dolore fino a farlo sparire. La fisioterapia mi ha insegnato a lavorare sulle mie sensazioni, ad ascoltare il mio corpo e a gestirlo attraverso la respirazione. Molte persone mi hanno detto che per la mia età e per il mio problema sto facendo dei passi da gigante, perché ho finalmente trovato la forza per reagire e un metodo che funziona. In questo modo ho potuto anche diminuire le dosi di farmaci che avevano anche tanti effetti collaterali, soprattutto grande sonnolenza che condizionava il mio studio e la mia concentrazione. Ho cercato di non abbattermi mai e devo ringraziare le persone che mi sono state vicine.

Testimonianza n 13 - Alida

Ho 46 anni e sono fibromialgica. La mia storia inizia circa una decina di anni fa. Il mio corpo non era più lo stesso, avevo dolori atroci ovunque e da allora é iniziato il mio calvario. Dopo aver fatto mille analisi e consultato vari medici ero arrivata ad un punto nel quale la mia vita consisteva solo nel lavorare e nello stare a casa, conseguenza di dolori insopportabili e momenti bui. Ho una bimba di 7 anni e un compagno eccezionale che, vedendomi sempre triste e in lacrime vivevano insieme a me un sentimento di impotenza. Non riuscivo neppure a fare le attività routinarie quotidiane Non vedendo altra soluzione mi sono affidata a cure con medicinali antidepressivi ed altro, non migliorando ma peggiorando notevolmente il mio stato psichico e fisico. Finalmente quest'anno ho incontrato la dott.ssa SMB che mi ha consigliato di rivolgermi a CDF e di seguire il suo metodo ed io, anche se con molto scetticismo, ho accettato di incontrarla. Già con la cura della dottoressa avevo percepito un miglioramento e questo mi aveva dato una speranza.

Mi ricordo il primo giorno che sono entrata nello studio di CDF. Una donna che mi ha accolto con dolcezza, con empatia e con tanta tranquillità. Ogni sua seduta mi insegnava anche la percezione del mio corpo che fino a quel momento era solo un masso, un legno di dolore. Un dolore da non poter più vivere bene, né lavorare, né stare in armonia con le persone, e nemmeno poter riuscire a dormire, sentendomi sempre atrocemente stanca. CDF mi chiedeva sempre come sentivo, percepivo le mie parti del corpo, di descrivere le sensazioni. Per me difficilissimo, ma, seduta dopo seduta, ho ritrovato un corpo nuovo, un corpo che non è fatto solo di forte dolore. Per la prima volta dopo tanti anni di sofferenza mi sono sentita rinascere, ho assaporato la vita senza dolori atroci, riesco a fare camminate, ad andare in bici con la mia bimba, a giocare con lei e a riniziare ad avere una vita sociale. Il mio scetticismo è diventato la mia salvezza. Tutte le parole di CDF, tutto ciò che mi ha insegnato sono oro, non hanno prezzo perché è riuscita a darmi un nuovo corpo.

Certo serve molto impegno, determinazione e fatica ma alla fine ciò che ritenevo impossibile è diventato possibile. Ringrazio profondamente col cuore questa donna oltre che professionale, empatica e attenta al suo insegnamento. Grazie alla dottoressa per aver insistito ad andare da CDF. Insieme sono riuscite a salvarmi e a farmi tornare il sorriso e spero per sempre.

Testimonianza n 14 - Alessia

Desidero portare la mia testimonianza riguardo un periodo molto difficile e sofferto della mia vita dal punto di vista della salute.

Ho insegnato per 40 anni con dedizione e impegno e ugualmente era così la mia presenza in famiglia, con due figlie e mia madre vedova da seguire per le sue gravi condizioni di fisiche.

Ero piena di energia. Ho avuto alti e bassi per la salute ma sono sempre riuscita a rimettermi in sesto da sola con le mie forze.

Poi le cose sono cambiate drasticamente.

Praticando una attività sportiva di camminata veloce mi è venuta una trocanterite all'anca sinistra che mi ha limitata molto fisicamente e condizionata psicologicamente. 

Le condizioni di salute sono peggiorate con la perdita di mia madre e, nonostante 

la nascita di mio nipote, al quale mi sono dedicata molto per mesi, mi sono sentita scivolare inesorabilmente in un buco nero.

Avevo continui malesseri: formicolii per tutto il corpo, crampi allo stomaco, stipsi, stanchezza, ansia, palpitazioni, male all'anca sinistra.

Dopo tanti consulti medici e fisioterapici sono arrivata dalla dottoressa SMB che, dopo attenta valutazione del mio stato fisico,  psicologico e una diagnosi di fibromialgia, mi ha affidata alle cure della fisioterapista CDF, esperta del metodo Rességuier.

Mi sono presentata alla prima seduta di fisioterapia con perplessità, pensavo di fare i soliti esercizi, oramai era la quinta fisioterapista che incontravo...

E invece ricordo benissimo quel giorno che ha significato per me l'inizio di un percorso 

verso la guarigione.

Distesa sul lettino sentivo accanto a me la sua presenza rassicurante e tranquilla, la sua voce così serena arrivava come un flusso benefico al mio cuore stanco e sofferente.

Mi sono lasciata andare e ho scoperto nelle sedute successive la percezione del corpo, la piccola ginnastica con la respirazione e altre pratiche.

Ad ogni incontro mi sentivo meglio, gli esercizi di respirazione mi ridavano l'energia perduta, la mente concentrata percepiva il flusso delle sensazioni del corpo.

Sentivo la tensione allentarsi e gradatamente l’instaurarsi di un nuovo equilibrio.

A casa continuavo gli esercizi di respirazione e di percezione del corpo che mi davano la consapevolezza dei miglioramenti e quindi fiducia in me stessa.

A conclusione delle sedute di fisioterapia ho compreso che dovevo continuare il mio percorso da sola, consapevole delle conoscenze e abilità acquisite.

Inizialmente non è stato facile perché mi mancava il rapporto umano così bello che si era creato fra due persone, pur nell'ambito medico. Ma la strada giusta si apriva dinanzi a me e con fiducia sono ritornata a sorridere alla vita.