La medicina narrativa
Per cercare di recuperare qualche buona abitudine dei medici di una volta in questo mondo, nel quale la Medicina si affida a protocolli, strumentazioni, computer e intelligenza artificiale, sono nate diverse iniziative veramente bizzarre.
Una è l’“invenzione” della Medicina narrativa. Per carità, è giustissimo che il paziente racconti tutta la propria storia al medico, ma questo fa parte del lavoro del medico, come ho detto finora. Esiste un modo di curare un paziente senza aver prima ascoltato la sua storia? Non si attueranno costosi centri, siti, società, riviste e congressi solamente per avere finanziamenti?
Lo stesso ragionamento vale per la creazione di Centri per la diagnosi precoce di una malattia, per cui vengono impiegate molte risorse. Ma, mi chiedo, in mancanza di questi Centri i medici, gli specialisti non si impegnano a diagnosticare prima possibile la malattia del paziente per curarla prima che faccia danni irreparabili? Se un malato si rivolge ad un Centro specialistico qualsiasi e non ad un Centro per la diagnosi precoce, non ha la certezza che gli vengano effettuati gli stessi accertamenti che gli consentano di avere una diagnosi e una terapia più precoce possibile? Forse è meglio non procedere in questa argomentazione che ci porta a indagare in un campo che potrebbe diventare deprimente se non immorale.
Concludo invece con una nota positiva, caldeggiando quella che chiamerei la Medicina dell’ascolto e dell’impegno che ogni medico è tenuto ad effettuare: non costa niente, solo la dedizione del tempo necessario che ogni medico deve concedere ad ogni suo malato, ponendo la massima attenzione e scrupolo nell’ascoltare la sua storia, senza essere distratto da altre attività (come rispondere a telefono o alle mail!) e impegnandosi con tutte le modalità a sua disposizione nel risolvere il problema che gli viene posto, assumendosene inoltre tutta la responsabilità (altra attuale grave carenza creata appositamente dalla medicina dei protocolli e delle linee guida). Questo è semplicemente fare il medico. Un Collega diceva pochi giorni fa “Non ci sono i medici bravi e meno bravi, ci sono i medici e i non medici”. Concordo pienamente.