Il paziente è una persona con un unico corpo
Mi chiedo continuamente come mai quasi tutti i malati che vengono a visita reumatologica per la prima volta portino con sé solo gli esami concernenti le articolazioni e si meraviglino alquanto se chiedo di mostrarmi la documentazione riferita ad altre malattie di cui hanno sofferto. “Non credevo che gliene importasse” mi sento rispondere. Devo curare solo una parte del corpo, il resto attiene ad altri specialisti. Addirittura i malati più precisi e anche più sfortunati, in quanto hanno sofferto di più patologie, hanno tante cartelline diverse per ogni organo malato da portare ai diversi specialisti. Sembra di essere in una catena di montaggio, nella quale ogni tecnico pensa a montare un pezzo di una macchina. Ma il corpo umano è tutt’altro che una macchina! E quando qualcosa non va in un organo, la funzione di tutti gli altri organi, che lavorano in armonia con esso, ne risente.
Manca totalmente la concezione che una malattia reumatica, ad esempio, possa non solo compromettere un altro settore dell’organismo al di fuori delle articolazioni, ma anche che possa essere influenzata da altre disfunzioni dell’organismo.
Abbiamo un unico corpo o un insieme di organi?
Penso che ancora una volta la colpa non sia dei malati, ma dei medici, degli specialisti che non si prendono cura della persona malata, ma si limitano a “rattoppare” un pezzo malato. Il paziente ce lo dice chiaramente che quando ha portato una documentazione sanitaria più completa, nessun medico si è preso la briga di guardarla. Penso che nessun medico sia degno di tale nome se si fa prendere dalla fretta o (peggio) dal guadagno facile di fronte ad un malato. Nessuna diagnosi può essere ben fatta se non si conosce tutta la storia del paziente e le patologie concomitanti, spesso legate a quella di cui ci stiamo occupando.
In reumatologia c’è anche un altro problema: la mancanza di una chiara conoscenza del diverso ruolo tra specialista reumatologo e ortopedico, conoscenza che in tutti gli anni della mia professione non si è ancora sviluppata. 30-40 anni fa pensavo che la causa di questo fosse la carenza di specialisti reumatologi, ma tuttoggi purtroppo osservo che anche i medici di famiglia (e spesso addirittura i radiologi) indirizzano il paziente con un dolore articolare all’ortopedico! Ecco allora che l’ortopedico, che ha una formazione chirurgica, non si preoccuperà di indagare la situazione globale del paziente, né di ricercare una causa “lontana” al dolore di cui si lamenta il paziente, ma avrà un approccio settoriale, come indica la sua specializzazione, oltretutto spesso invasiva (infiltrazioni, intervento chirurgico). Quante artroprotesi inutili, se non dannose, ho visto purtroppo effettuare a pazienti con artrite cronica, mai diagnosticata e curata!