Sindrome di Sjögren - approccio multidisciplinare
La Sindrome di Sjögren è una malattia reumatica che
compromette le ghiandole esocrine, in particolare le
ghiandole salivari, lacrimali e dell’apparato genitale
femminile, provocando secchezza orale, oculare e
vulvo-vaginale, e può coinvolgere altri organi, tra cui
la tiroide e l’apparato locomotore.
Oltre alla forma autoimmune, esiste la cosiddetta
sindrome sicca, più frequente, che
produce gli stessi disagi agli occhi, alla bocca e alla
vagina. È dovuta a varie cause e può anche evolvere
verso la Sindrome di Sjögren. La diagnosi di queste
forme è purtroppo spesso tardiva e pertanto è
impossibile ottenere un recupero soddisfacente delle
condizioni del paziente.
E’ anche di primaria importanza distinguere
le due forme per eseguire adeguati
monitoraggi e terapie.
Per effettuare la diagnosi precoce e
l’adeguato trattamento ai malati affetti da Sindrome di
Sjögren e sindrome sicca è indispensabile una
visita reumatologica precoce a cui
consegue un approccio multidisciplinare, sia per la
diagnosi, sia per il monitoraggio e la terapia, data la
complessità della sintomatologia e
l’evoluzione
ingravescente della compromissione
ghiandolare con conseguenti gravi
difficoltà nella masticazione, deglutizione,
fonazione, nella vita sessuale, oltre a fotofobia,
bruciore oculare, carie dentali, parodotontopatie,
dispareunia.
Inoltre la sindrome di Sjögren può provocare
sintomi polidistrettuali, come l’artrite, la
tiroidite autoimmune e la fibromialgia, la gammopatia
monoclonale ed anche
linfoma.
I criteri europei ed americani per la diagnosi
della Sindrome di Sjögren comprendono il rilievo della
riduzione quantitativa delle lacrime prodotte e della
presenza di lesioni corneali (valutabili rispettivamente
con il test di Schirmer e la colorazione con verde di
lissamina), della riduzione della produzione salivare
(valutabile con la scialografia salivare o la
scintigrafia sequenziale delle ghiandole salivari),
della positività degli autoanticorpi specifici nel siero
e della presenza di linfociti nella biopsia
delle ghiandole salivari minori (gradi 3 e 4 nella
classificazione di Chisolm e Mason).
A questi rilievi è utile affiancare altri test oculari (come il BUT-Brak-up time), atti a rilevare anche la qualità delle lacrime, l’ecografia delle ghiandole salivari e delle articolazioni coinvolte, il test ischemia-iperpnea per capire la coesistenza di una sensibilizzazione centrale con fibromialgia ed altri.
Oggi si tende a sostituire la scintigrafia
sequenziale delle ghiandole salivari con
l’ecografia di più semplice esecuzione, ma solo la
scintigrafia può darci l’esatta situazione della
compromissione funzionale delle ghiandole
sottomandibolari e parotidi. Importante è che questo
esame venga effettuato da specialisti di medicina
nucleare che ben conoscono queste malattie. Data la
scarsa conoscenza di queste sindromi, è infatti di
primaria importanza la collaborazione del
reumatologo con un team di specialisti esperti nella
Sindrome di Sjögren in modo da provvedere in
tempi brevi ad effettuare con la massima competenza
tutte le indagini multidisciplinari necessarie alla
corretta e precoce diagnosi della forma autoimmune e
della sindrome sicca e ad eseguire la valutazione
approfondita di tutti i distretti colpiti dalla
malattia. Ne consegue la terapia locale e generale dei
vari organi compromessi ed il trattamento per la
Sindrome di Sjögren, atto a contrastarne la progressione
e sollevare il malato dal disagio che causa la secchezza
delle mucose.
Il team è composto da oculisti, per la valutazione
approfondita della xeroftalmia e delle lesioni oculari e
per il trattamento locale, da otorinolaringoiatri, per
l’effettuazione della biopsia delle ghiandole salivari
minori, la diagnosi e la terapia della xerostomia, da
anatomopatologi per la diagnosi istopatologica, da
medici nucleari e radiologi per la diagnostica
strumentale, da ginecologi, per la diagnosi e la terapia
della secchezza vulvare e vaginale, da odontoiatri, per
la diagnosi e terapia delle alterazioni dentali, e da
altri specialisti per la cura dei vari organi
compromessi (endocrinologi, ematologi..) oltre che da
fisioterapisti per la riduzione dello stress correlato
ai disagi della malattia. In questo campo abbiamo
sperimentato la Mindfulness che ha portato un
significativo miglioramento dello stato dei malati, ma
sicuramente altre terapie mente-corpo possono aiutare i
malati a tollerare le problematiche di tali
sindromi.
Alcune mie ricerche e pubblicazioni sulla sindrome di Sjogren
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